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La dislessia che non limita ma crea bellezza: la storia di Emanuel Simeoni

Eanuel Simeoni

Molto spesso ci si dimentica di quanto l’ arte sia il veicolo più efficace per esprimere la propria persona, di quanto riesca a liberare gli individui da ogni barriera che in questo modo riescono ad affermarsi senza limiti e vincoli. Si diventa artisti nel momento in cui liberi da timori ci si afferma mostrando le proprie paure, speranze, gioie e dolori, trasmettendo agli altri tutto ciò.

Abbiamo incontrato Emanuel Simeoni, giovane talento italiano che dopo aver studiato alla scuola di fumetto di Roma, grazie alla sua passione e tenacia è arrivato a disegnare alcune tavole di Batman per DC Comics. Attualmente Emanuel ricopre anche i ruoli di docente di disegno e direttore creativo.

Era poco più che un adolescente Emanuel, quando sfogliando ammirato il numero 17 di Wolverine capì che quella sarebbe divenuta la sua strada e che avrebbe riposto ogni sua forza per poter diventare un disegnatore di fumetti.

Grinta, dedizione e duro lavoro, questi i pilastri portanti della storia di Emanuel, una vicenda dal quale poter trarre insegnamento, alla quale potersi ispirare nei momenti in cui un obiettivo sembra tanto distante e la strada tanto ardua e cupa. Emanuel infatti, all’ età di 25 anni ha scoperto di essere affetto da una forma di dislessia, ma come spesso accade è proprio in questo apparente ostacolo che è riuscito ad intravedere lo spiraglio di una luce limpida, pare infatti che proprio questo disturbo abbia stimolato le sue capacità di fumettista. Egli stesso l’ha definita come una sorta di auto terapia.

Come è nata la tua passione per il disegno e cosa significa per te disegnare?

Tutti i bambini si esprimono disegnando e credo che tutti in fondo crescendo restino affascinati dal disegno, io ho avuto la fortuna di essere dislessico e di poter scegliere naturalmente questo linguaggio, al tempo stesso la mia famiglia e mia zia scultrice hanno alimentato la mia tendenza a disegnare dappertutto. I miei genitori pensarono bene di lasciarmi un’intera parete sulla quale poter disegnare. Quindi disegno da che ho memoria e non ho mai smesso, perché nel foglio riesco davvero a esprimere al massimo le capacità dell’uomo.  Ad oggi per me il disegno è il mezzo per dare espressione alla sintonia tra corpo e mente e allo stesso tempo resta sempre uno spazio infinito in cui sentirsi totalmente liberi.

Nella vita quanto ti ha aiutato poterti esprimere con il disegno?

Il disegno ti permette di sentirti libero, questo ti fa capire che molti schemi e dogmi della società sono paure mal spiegate, disegnando ho imparato a mettere in luce la verità. Nel passato il talento e la dedizione allo studio avevano l’ appoggio dello Stato o di persone che credevano nella curiosità, ad oggi è un terreno difficile, per via della falsa informazione che gira, e dell’ arrivismo che sta sgretolando i settori. E’ difficile incontrare qualcuno che possa far chiarezza, io alle volte per cercare di spiegare qualcosa non mi fermo alla sola parola, ma ho la possibilità di tradurre le parole nel linguaggio più antico del mondo, appunto il disegno. Quindi posso affermare che il disegno aiuterebbe chiunque ad uscire dalla paura di potersi esprimere liberamente.

Quanto pensi che l’ arte possa arricchire le persone?

Prima di tutto le persone dovrebbero aiutare gli artisti a poter produrre arte, come dicevo, prima il disegno è un linguaggio e in quanto tale potrebbero parlarlo tutti, ma non servo io per dire che non tutti sono Shakespeare. E’ importante quindi fare una sezione tra chi cerca di farne una professione e chi invece lo usa per diletto, diventa sempre più difficile fare arte, perché l artista compete non solo con artisti in vita ma anche con una serie di artisti che hanno lasciato in eredità capolavori di difficoltà superiore alle volte a quelli moderni, ma sarò ripetitivo, ad oggi chi cerca di essere artista incontra non pochi ostacoli e molta folla caotica. Continuo affermando che ad oggi più che mai, ci sarebbe bisogno di quell’ arte che solo l’ Italia è riuscita a dare al mondo,  ma ci sarebbero ancora molte cose da spiegare.

L’arte è emozione. Che tipo di emozione speri di trasmettere con i tuoi disegni?

Non basta essere bravi per produrre arte, bisogna poter giocare con le emozioni, non basta più saper rubare con gli occhi,  ad oggi si compete con la tecnologia. L’ artista in un certo senso cerca di dare l’ emozione che serve alle persone.  I più grandi artisti che seguono la via della verità, hanno dato alla gente ciò che realmente alla gente serviva, alle volte può essere un dolce pensiero altre volte un brusco risveglio, diventa l’ etica e la filosofia il fondamento di un artista e l espressione diventa una forma.

Essere un fumettista al giorno d’oggi non è però cosa semplice, il nostro non è un lavoro riconosciuto e ben rappresentato nella società, – asserisce Emanuel – un fumettista guarda alla politica come la politica guarda al fumetto. Abbiamo poche possibilità di avere una certa stabilità economica e professionale e di essere visti e trattati con la stessa dignità dei lavoratori di altri settori. Questa vita così difficile a livello logistico è però anche ciò che ci rende particolari e che fa sì che oggi il voler fare il fumettista in Italia rappresenti una vera e affascinante sfida.

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