MicroCosmi cambia scenario e, per la sua ottava edizione, arriva nel Cilento. Dal 6 al 12 luglio il festival diffuso farà tappa a San Giovanni a Piro, coinvolgendo anche Scario e Bosco in un programma che intreccia musica, teatro, letteratura, giornalismo, scienza e arte contemporanea. Ideato dal musicista e compositore Vittorio Cosma e curato da Annarita Masullo, il progetto punta a costruire un dialogo costante tra artisti, cittadini e territorio, trasformando alcuni dei luoghi più suggestivi della costa cilentana in spazi di incontro e partecipazione.
L’edizione 2026 segna una nuova fase nella storia della manifestazione, nata a Comerio, in provincia di Varese, e oggi pronta a misurarsi con una realtà diversa, scelta non soltanto per il valore paesaggistico ma anche per il percorso culturale e civile portato avanti dall’amministrazione comunale.
Per sette giorni il festival animerà piazze, spiagge, giardini e scorci meno conosciuti del territorio con concerti, spettacoli, laboratori, mostre, presentazioni di libri, incontri e momenti di approfondimento. Il programma è stato costruito attraverso il confronto tra un board scientifico composto da studiosi, giornalisti, artisti e operatori culturali e un gruppo di associazioni e realtà locali, chiamate a contribuire direttamente alla definizione dei contenuti.
Tra i protagonisti dell’edizione figurano Emma Nolde, Roberto Mercadini, Giorgio Gherarducci, Margherita Vicario, Eugenio Finardi, Malik Djoudi, Telmo Pievani, Fabrizio Barca, Susy Laude, Annalisa Camilli, Emanuele Bevilacqua e Gea Scancarello, insieme ad altri ospiti provenienti dal mondo della cultura e dello spettacolo.
L’apertura è prevista il 6 luglio con incontri e laboratori dedicati a grandi e piccoli, mentre dall’8 luglio saranno visitabili le installazioni artistiche curate da Max Magaldi. Il 9 luglio il suggestivo Pianoro di Ciolandrea ospiterà Capital Jam, format ideato insieme a Radio Capital che riunirà sul palco Margherita Vicario, Eugenio Finardi e Malik Djoudi, accompagnati dalla band diretta da Vittorio Cosma e con la conduzione di Luca De Gennaro.
Il giorno successivo spazio a “Tu che ti senti ai fianchi l’uragano”, progetto che unisce musica e poesia attraverso le voci di Emma Nolde e Roberto Mercadini. L’11 luglio andrà in scena “Lolita a Teheran”, tratto dal libro di Azar Nafisi, interpretato da Cinzia Spanò con l’accompagnamento musicale di Roberta Di Mario. A chiudere il festival, il 12 luglio, sarà lo scrittore e architetto Gianni Biondillo con un appuntamento dedicato al racconto del territorio accompagnato dalla musica della tradizione cilentana.
Accanto agli spettacoli, il cartellone propone osservazioni astronomiche con Fabio Peri, una rassegna stampa quotidiana curata da Claudio Jampaglia, la mostra dedicata alle Madri Costituenti promossa dall’ANPI di Salerno, laboratori ispirati all’opera di José Ortega, presentazioni di libri coordinate da Valentina Farinaccio, incontri con Telmo Pievani, percorsi in barca e visite guidate alla scoperta del patrimonio storico e ambientale del territorio.
Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti, ad eccezione di Capital Jam, il cui ricavato sarà destinato interamente a Emergency.
La scelta di San Giovanni a Piro non è casuale. Il Comune ha costruito negli ultimi anni un percorso fondato sui temi della partecipazione, dell’accoglienza e della pace, promuovendo iniziative pubbliche a sostegno dei diritti umani e della solidarietà. Una dimensione che, secondo gli organizzatori, si inserisce pienamente nella filosofia di MicroCosmi, pensato come un festival capace di creare relazioni durature e non limitarsi alla semplice successione di eventi.
Il territorio porta con sé anche una storia di impegno civile che affonda le radici nei Moti del Cilento e nella figura del pittore spagnolo José Ortega, che proprio a Bosco trovò rifugio durante il suo esilio. Una memoria che continua a vivere attraverso il museo dedicato all’artista e che contribuisce a rafforzare il legame tra il festival e il contesto che lo ospita.
Con l’approdo nel Cilento, MicroCosmi inaugura quindi una nuova tappa del proprio percorso, mantenendo al centro l’idea di una cultura diffusa, costruita insieme alle comunità locali e capace di mettere in relazione linguaggi artistici, luoghi e persone.



