Piana del Sele, l’agroalimentare guarda al futuro dei giovani

Un’alleanza tra ricerca, formazione e sistema produttivo per rafforzare uno dei comparti chiave dell’economia locale. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato da Fondazione Agritech, Camera di Commercio di Salerno e Consel – Consorzio Elis per la formazione professionale, con l’intento di sviluppare un ecosistema Agritech nella Piana del Sele.

L’accordo punta a mettere in relazione stabile il mondo della ricerca e dell’innovazione tecnologica con le esigenze concrete delle imprese agroalimentari del territorio. Al centro dell’intesa c’è la volontà di costruire percorsi formativi capaci di rispondere al fabbisogno professionale delle aziende, accompagnando la trasformazione del settore con competenze aggiornate e figure tecniche adeguate alle nuove sfide produttive.

Il progetto si inserisce in un contesto in cui l’agroalimentare rappresenta non solo una tradizione consolidata, ma anche un ambito strategico per lo sviluppo economico. La Piana del Sele, con le sue produzioni riconosciute a livello nazionale e internazionale, è un laboratorio naturale per sperimentare modelli di innovazione applicata all’agricoltura e alla trasformazione dei prodotti.

Durante l’incontro di presentazione, il sindaco di Eboli Mario Conte ha richiamato l’attenzione sulle eccellenze agroalimentari locali, sottolineando come il territorio disponga già di competenze e qualità produttive di rilievo. Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di investire in ricerca e formazione per sostenere un ulteriore salto di qualità, soprattutto in un’ottica di crescita occupazionale giovanile.

L’intesa tra i tre soggetti firmatari mira dunque a creare un sistema integrato in cui università, centri di ricerca, enti di formazione e imprese possano dialogare in modo strutturato. L’obiettivo è favorire l’inserimento dei giovani in un comparto che sta cambiando rapidamente, grazie all’introduzione di tecnologie digitali, soluzioni sostenibili e nuovi modelli organizzativi.

In questa prospettiva, l’agroalimentare non viene più considerato soltanto un settore tradizionale, ma un ambito dinamico capace di offrire opportunità qualificate. La sfida sarà tradurre l’accordo in percorsi concreti, in grado di rafforzare il tessuto produttivo e di trattenere sul territorio competenze e talenti.

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