Trentacinque circolazioni ferroviarie storiche da settembre a dicembre, circa 6.000 posti disponibili e un investimento regionale di 2,7 milioni di euro. Sono i numeri del programma “Treni Storici Campania”, presentato ieri mattina nella Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia, con l’obiettivo di utilizzare il patrimonio ferroviario d’epoca come strumento per conoscere e valorizzare il territorio.
L’iniziativa, finanziata con risorse a valere sul PSC Campania, nasce sulla scia dei risultati delle precedenti programmazioni, che hanno registrato una regolarità dell’offerta del 100% e un tasso medio di riempimento del 58%, superiore alla media nazionale. A coordinare l’attuazione del programma sarà ACaMIR, l’Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti, incaricata anche di monitorare le prestazioni, verificare il gradimento dei servizi e seguire l’impiego delle risorse.
Alla presentazione sono intervenuti Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania con delega ai Trasporti, alla Mobilità e al Mare, Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale, Maria Teresa Di Mattia, direttore generale di ACaMIR, e Oreste Orvitti, responsabile dei Poli Museali della Fondazione FS Italiane.
Il programma propone un modo diverso di intendere il viaggio in treno. La destinazione resta importante, ma il percorso assume un ruolo centrale, diventando parte dell’esperienza turistica. I convogli storici permettono infatti di attraversare territori diversi della Campania e di collegare alcuni dei suoi principali luoghi di interesse, dai grandi attrattori culturali e archeologici ai borghi e alle aree interne.
A rendere possibile questa esperienza è il materiale rotabile storico restaurato e valorizzato dalla Fondazione FS Italiane. Per i collegamenti verso la Reggia di Caserta, il Museo di Pietrarsa e i siti archeologici saranno utilizzate carrozze “Centoporte”, risalenti agli anni Trenta, e “Corbellini”, degli anni Cinquanta. Sulla linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio viaggeranno invece le automotrici ALn 668.
L’obiettivo dichiarato è anche quello di ampliare la geografia del turismo regionale, portando i visitatori oltre i circuiti più conosciuti e distribuendo i flussi verso destinazioni che possono beneficiare di una maggiore attenzione. In questo quadro, il treno storico diventa parte di una strategia più ampia di mobilità e promozione territoriale.
Il programma prevede infatti collegamenti integrati con bus GT per il cosiddetto “last mile”, così da facilitare gli spostamenti una volta raggiunta la stazione. Un’attenzione particolare è riservata anche al cicloturismo: sulle tratte da Napoli verso Caserta, Pietrarsa, Pompei, Contursi e Paestum sarà possibile trasportare gratuitamente le biciclette negli appositi bagagliai storici.
La prospettiva è quella di un turismo più lento e legato all’esperienza dei luoghi. Il viaggio ferroviario può così diventare un’occasione per mettere in relazione patrimonio culturale, paesaggio, produzioni locali ed eccellenze enogastronomiche, coinvolgendo anche comunità che si trovano al di fuori delle principali direttrici del turismo regionale.
“Treni storici rappresentano perfettamente l’idea di una Campania che parte dalla propria storia per guardare al futuro”, ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, evidenziando come il progetto possa collegare Napoli, Caserta, Pompei, Paestum, Pietrarsa e l’Irpinia attraverso un’offerta turistica più ampia e diffusa. Per Maraio, il valore dell’iniziativa non riguarda soltanto il fascino dei convogli d’epoca, ma anche la possibilità di trasformare il viaggio in un’esperienza e di creare nuove opportunità per i territori.
Sulla stessa linea il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, che ha definito il ritorno dei treni storici “un modo nuovo di vivere e raccontare il territorio”. Casillo ha richiamato in particolare il ruolo della mobilità sostenibile come possibile leva di sviluppo per le aree interne, sottolineando la collaborazione tra ACaMIR, Fondazione FS ed enti territoriali nella costruzione del programma.
Le partenze previste fino a dicembre attraverseranno dunque una Campania diversa, mettendo in relazione luoghi già conosciuti e destinazioni meno frequentate. Il progetto punta a fare della ferrovia storica non soltanto un richiamo alla memoria, ma un mezzo concreto per costruire nuove occasioni di visita e di conoscenza del territorio.
Il calendario delle partenze, con date, itinerari e tutte le informazioni sul programma “Treni Storici Campania”, è disponibile sul sito della Fondazione FS Italiane.



