Sala Consilina, il 30 ottobre corteo contro il caro vita: studenti, lavoratori e cittadini in piazza

Sala Consilina si prepara a scendere in piazza il prossimo 30 ottobre per una mobilitazione contro il caro vita, nell’ambito dello sciopero generale che coinvolgerà diverse località italiane. Al corteo prenderanno parte studenti, lavoratori, donne, mamme e cittadini, uniti dalla richiesta di maggiori tutele sociali ed economiche. La partenza è fissata alle ore 9 da località Trinità, con arrivo nel centro cittadino.

Al centro della protesta ci sono l’aumento del costo della vita e le difficoltà economiche che colpiscono un numero crescente di persone e famiglie. Tra le principali questioni sollevate dai promotori figurano il rincaro degli affitti, particolarmente gravoso per gli studenti, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e l’inflazione. Nel mirino anche le scelte di spesa pubblica, con la contestazione delle risorse destinate agli armamenti a fronte della necessità di rafforzare i servizi essenziali.

«Lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, e tutta la comunità civile in corteo a Sala Consilina perché anche dai margini di questa regione possiamo cambiare il nostro presente e riscrivere il nostro futuro», dichiarano gli organizzatori, rivendicando il ruolo dei territori periferici nella costruzione di un cambiamento sociale.

Tra le richieste della mobilitazione ci sono maggiori investimenti nella sanità pubblica, nella cultura e nell’istruzione. Particolare attenzione viene riservata alla scuola, alle difficoltà economiche legate all’acquisto del materiale didattico e alle condizioni degli edifici e dei servizi scolastici. «Mentre i prezzi dei materiali scolastici aumentano i servizi e l’edilizia scolastica resta fatiscente. Non curarsi della scuola significa non curarsi del futuro», sottolineano i promotori.

Un altro punto centrale riguarda il lavoro, la precarietà e la sicurezza occupazionale. Secondo gli organizzatori, contratti stabili e condizioni di lavoro sicure dovrebbero essere diritti fondamentali, ma continuano a rappresentare obiettivi difficili da raggiungere per molti lavoratori. «Lavorare in Italia significa essere precari: sicurezza sul lavoro e contratti a tempo indeterminato dovrebbero essere la base di questa società e ancora oggi vengono considerati un lusso per pochi», affermano.

La manifestazione intende inoltre denunciare le disuguaglianze e le discriminazioni che colpiscono in particolare le donne e le persone migranti, richiamando l’attenzione su salari iniqui, molestie, razzismo e mancato rispetto dei diritti. Temi diversi, ma accomunati dalla richiesta di maggiori garanzie, pari opportunità e tutela della dignità delle persone.

Il corteo del 30 ottobre si propone così di portare al centro del dibattito pubblico le difficoltà quotidiane di chi affronta il rincaro dei prezzi, l’incertezza lavorativa e la carenza di servizi, chiedendo politiche capaci di mettere al primo posto il benessere collettivo e i diritti sociali.

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