È iniziata ieri al Palaveliero di San Giorgio a Cremano la 32ª edizione del torneo Calcio Insieme, un progetto che da oltre trent’anni utilizza il calcetto come strumento di riabilitazione psichiatrica e psicosociale, promuovendo socialità, solidarietà e inclusione attraverso lo sport.
Gli incontri si svolgeranno ogni martedì mattina fino a giugno 2027, con una pausa durante le festività natalizie. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’AICS di Napoli, rappresenta un’esperienza consolidata nel panorama nazionale, grazie alla continuità del progetto e al suo valore terapeutico e sociale.
Sono cinque le squadre partecipanti, provenienti dai centri diurni di riabilitazione di Pollena, Torre Annunziata e San Giorgio a Cremano, afferenti al DSM dell’ASL Napoli 3 Sud, da Nocera Inferiore, nell’ambito del DSM dell’ASL di Salerno, e dalla comunità terapeutica EMME2 di Sessa Aurunca. Partecipa inoltre il centro di Scampia, appartenente al DSM dell’ASL Napoli 1.
Una delle caratteristiche del torneo è la presenza, all’interno delle stesse squadre, di utenti e operatori sanitari. Una scelta che favorisce la collaborazione e rafforza il senso di appartenenza, trasformando la competizione sportiva in un’occasione di incontro e condivisione. In questo contesto, l’avversario non è qualcuno da sconfiggere, ma un compagno con cui confrontarsi nel rispetto delle regole.
Il valore dell’iniziativa va infatti oltre il risultato delle partite. La preparazione atletica, gli allenamenti, il lavoro sul corpo e il rispetto del regolamento diventano parte integrante di un percorso riabilitativo che punta a sostenere l’autostima, migliorare le relazioni e contrastare l’isolamento. La partita rappresenta così il momento conclusivo di un lavoro più ampio, nel quale ciascun partecipante può sperimentare le proprie capacità e rafforzare la fiducia in sé stesso.
A fondare il progetto nel 1993 è stato Luciano Evangelista, educatore professionale sanitario, che ne sottolinea soprattutto la continuità e i risultati raggiunti nel corso degli anni.
«Calcio Insieme è un’esperienza unica nel suo genere per la continuità mostrata in questi decenni e per la sua lunga storia, che ha attraversato anche momenti importanti della nostra società», spiega Evangelista. «Da allora, tanti utenti sono stati coinvolti e inclusi in una società difficile e i risultati terapeutici sono stati eccellenti, soprattutto in un territorio come quello campano, dove lo sport e il calcetto, in particolare, non hanno soltanto una valenza sportiva, ma anche sociale».
Il fondatore evidenzia inoltre i miglioramenti osservati nei partecipanti durante e dopo il percorso. «I nostri giocatori, durante e dopo questa esperienza, non hanno avuto più ricoveri e le loro condizioni individuali e cliniche sono notevolmente migliorate. Ciò ha consentito di intraprendere ulteriori percorsi riabilitativi finalizzati all’inclusione».
Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo della comunità nei percorsi di cura e sulla necessità di garantire alle persone con disagio psichico opportunità concrete di partecipazione alla vita sociale. Il principio che accompagna l’iniziativa, sintetizzato nel motto “Tutti per uno, uno per tutti”, richiama proprio l’importanza del sostegno reciproco e del riconoscimento dei diritti di ogni individuo.
A quasi cinquant’anni dalla legge 180 del 1978, che ha segnato una svolta nella storia della psichiatria italiana, il tema dell’inclusione resta centrale. Per Evangelista, la storia del torneo racconta anche le trasformazioni e le difficoltà di un sistema di salute mentale che troppo spesso rischia di essere trascurato.
«Conoscere la storia di Calcio Insieme significa descrivere e ripercorrere l’evoluzione e l’involuzione di una salute mentale spesso dimenticata e bistrattata», conclude.
Con la nuova edizione, il torneo rinnova così il proprio impegno: utilizzare lo sport non soltanto come attività fisica, ma come occasione per costruire relazioni, contrastare lo stigma e favorire una partecipazione più piena delle persone con disagio psichico alla vita della comunità.



