di Chiara Stabile
Con il saggio “Democrazia dell’Illusione. La fabbrica del consenso nella società globale” (pubblicato per la collana Storytellers di 100 Edizioni), Liberato Cerrone firma un’opera incisiva, matura e necessaria per orientarsi nelle complessità del panorama politico e sociale contemporaneo.
Nato ad Eboli il 24 gennaio 1996 e prossimo alla laurea in Scienze Politiche e Sociali, Cerrone ha già dimostrato nelle sue precedenti pubblicazioni — la raccolta poetica Le vie del cuore, oltre ogni tangibile percezione e la toccante autobiografia Dalle ombre alla luce: storia di una fenice — una rara sensibilità umanistica e un’intensa intelligenza emotiva. In questo nuovo lavoro, l’autore mette a frutto il proprio bagaglio accademico ed esperienziale, affermandosi con autorevolezza come nuovo ambasciatore culturale e voce di punta di 100 Edizioni, la casa editrice diretta da Claudia Ferri con la direzione editoriale di Alessandro Gian Maria Ferri.
L’opera si sviluppa come una disamina serrata delle contraddizioni del nostro tempo, partendo dall’analisi della profonda crisi della classe politica e della progressiva perdita dei suoi valori fondanti. Cerrone ripercorre la delicata transizione da una stagione in cui la politica era guidata da grandi ideali e dalla responsabilità morale — sul modello dei Padri Costituenti — a un presente dominato da logiche d’affari, vuoto moralismo e da una marcata assenza di competenze. Attraverso la ricostruzione dei momenti di rottura della storia recente, da Tangentopoli alla dissoluzione delle grandi ideologie, il volume evidenzia come l’abbassamento del livello culturale della classe dirigente l’abbia resa inevitabilmente priva di anticorpi etici e permeabile a dinamiche opache.Spostando l’attenzione sul ruolo dei media e dei social network, il saggio sviscera il fenomeno della cosiddetta campagna elettorale perpetua, all’interno della quale la frenetica ricerca del consenso immediato ha trasformato i leader politici in veri e propri influencer. In questa cornice, il dibattito pubblico complesso è stato progressivamente rimpiazzato dall’aggressività verbale, dallo slogan e dalla spettacolarizzazione.L’analisi culmina infine nell’esame della globalizzazione e del concetto stesso di democrazia, mostrando come il cittadino si sia gradualmente trasformato in un mero consumatore. Pur conservando formalmente il diritto di voto, il popolo si ritrova immerso in un’illusione democratica, condizionato e sottomesso al potere invisibile degli algoritmi, dei mercati finanziari e delle grandi multinazionali.”La Democrazia dell’Illusione nasce proprio nel momento in cui il popolo continua a credere di essere sovrano mentre, progressivamente, rinuncia di propria iniziativa a esercitare quella sovranità.”Ciò che rende Democrazia dell’Illusione un saggio di straordinario valore è la prospettiva umana da cui l’autore osserva la realtà. Come evidenziato anche nella prefazione curata da Irene Scialanca, lo sguardo di Cerrone non deriva da fredde teorie astratte, ma da un percorso personale segnato da sfide e momenti di sofferenza che ne hanno fortificato lo spirito. Anziché cedere al cinismo o alla rassegnazione, l’autore ha saputo canalizzare tali esperienze in una spinta propositiva verso il bene comune, la fratellanza e la partecipazione attiva.
In qualità di ambasciatore di 100 Edizioni, Liberato Cerrone incarna appieno la missione della casa editrice: concepire la cultura come un’eredità viva, uno strumento di riscatto e un faro capace di guidare le coscienze verso una maggiore consapevolezza.
Democrazia dell’Illusione non si limita a diagnosticare le criticità del presente, ma lancia un accorato appello al risveglio civile. È un invito fondamentale a non cedere all’indifferenza e a riscoprire l’etica della solidarietà, ricordandoci che nessun individuo può salvarsi da solo. Un’opera imprescindibile per chiunque desideri interpretare la società contemporanea con lucidità e passione.



