Online la bozza del programma di Governo: cosa riguarda le Politiche Sociali?

Si ampliano i punti del programma di governo che i 5 stelle hanno reso pubblici e che arrivano ora a 26, allegati al quesito sul sostegno o meno al governo giallo-rosso. Gli iscritti alla piattaforma Rousseau che partecipano alla consultazione partita stamattina, trovano le “linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo”.

Si tratta, è scritto nel documento, della “bozza di lavoro che il presidente del Consiglio sta integrando e definendo”. Il documento, messo online anche  sul Blog pentastellato, rappresenta anche uno “spin” sulle priorità, sulle questioni irrinunciabili sui quali non fare sconti al Pd. Dunque, non è detto che il Nazareno sia d’accordo con la versione grillina e alcune questioni care ai dem sono appena sfiorate: i decreti sicurezza, la riforma elettorale che dovrebbe accompagnare e completare il taglio del numero dei parlamentari, la pensione ai lavoratori più giovani. Temi su cui si discute ancora e che sono nascosti in voci più generiche. Di certo, i punti sono più dei dieci iniziali proposti da Di Maio, successivamente raddoppiati dallo stesso capo politico.

Nel programma sono  principalmente due, i punti che riguardano le politiche sociali volte ad affrontare problemi e raggiungere obiettivi che riguardano le condizioni di vita e il benessere degli individui. Di sequito riportati.

. Occorre promuovere una più efficace protezione dei diritti della persona e rimuovere tutte le forme di diseguaglianze (sociali, territoriali, di genere), che impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica, sociale, economica e culturale del Paese. Occorre intervenire con più efficaci misure di sostegno alle famiglie con persone con disabilità e alle famiglie numerose.

. Con la nuova Commissione occorrerà rilanciare investimenti e margini di flessibilità per rafforzare la coesione sociale, promuovendo modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei in materia di politiche di bilancio pubblico. Occorrono regole orientate anche alla crescita non solo alla stabilità. Abbiamo bisogno di un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.

Da Repubblica.it

 

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