di Ludovica Maria Romaniello – Biologa
La nuova piramide alimentare Americana, presentata dalle autorità sanitarie statunitensi nelle linee guida alimentari USA (Dietary Guidelines), ha suscitato grande interesse e dibattito, non solo per il design scelto della particolare forma rovesciata.
Ma come può tale piramide influenzare lo stile di vita, la salute e la sostenibilità?
I principi chiave
La nuova piramide alimentare Americana si focalizza su alcuni principi fondamentali:
- Maggiori quantitativi di Proteine di origine animale: l’apporto giornaliero di proteine dovrebbe essere di 1,2 – 1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
- Cereali integrali: prediligere cereali integrali ricchi di fibre rispetto a quelli raffinati.
- Minore quantitativo di zuccheri e grassi saturi: ridurre il consumo di zuccheri aggiuntivi negli alimenti e di grassi saturi al di sotto del 10% per la prevenzione delle malattie croniche.
- Maggiori quantitativi di frutta e verdura: focus su 5 porzioni di frutta al giorno, suddivise tra 2 porzioni di frutta e 3 di verdura.
Le differenze con la Piramide alimentare Italiana (SINU)
La nuova piramide alimentare Americana si differenzia da quella Italiana per alcuni aspetti:
- Carne rossa: tale carne nella piramide alimentare Statunitense è collocata all’apice, con quindi frequente consumo, mentre nella corrispettiva piramide Italiana è consigliato un consumo occasionale per ridurre il rischio di malattie croniche.
- Olio d’Oliva : la piramide alimentare Americana non enfatizza l’uso di olio d’oliva come fonte principale di grassi, ma grassi animali provenienti dal burro.
Critiche, Controversie e Tradizioni Alimentari
Le critiche e controversie suscitate dalla nuova piramide alimentare Statunitense sono focalizzate soprattutto alla promozione del consumo di carne rossa e di latticini (grassi animali), che secondo le linee guida alimentari italiane potrebbero contribuire all’intensificarsi dell’obesità, già molto diffusa in America, e alle conseguenti malattie croniche.
Sebbene sia incontrovertibile ciò precedentemente detto, è bene ricordare anche le differenze in ambito di tradizioni culinarie e culturali tra i due Stati, ricordando che vengono scelti alimenti che rispettano la tradizione agroalimentare e lo stile di vita; ad esempio: in America è più diffuso l’uso di carne rossa rispetto alla carne bianca e pesce molto consumati in Italia con la Dieta Mediterranea.
Negli USA vi è da sempre un forte compromesso tra la potente industria agroalimentare (con le lobby di carne, latticini e zuccheri) e le evidenze scientifiche nell’ambito di salute ed nutrizione.
E’ inoltre importante scegliere alimenti locali e stagionali adeguati al Paese in questione, per ridurre l’impatto ambientale del trasporto ed economia locale.
Al netto di tutto ciò, la nuova controversa piramide alimentare rovesciata USA risulta essere, nel contesto del loro Paese, un grande passo in avanti verso la riduzione della propagazione dell’obesità, inserendo maggiori quantitativi di frutta, verdura e di cereali integrali nella nuova routine alimentare, a dispetto dell’enorme quantitativo di proteine animali, con la palese volontà di condurre alla riduzione del decorso della epidemia dell’Obesità Statunitense.
In conclusione, da tale panoramica, possiamo trarne delle utili indicazioni per continuare a migliorare il nostro stile di vita alimentare:
- Mangiare più proteine vegetali: legumi (ceci, lenticchie, piselli e fagioli, ricchi di fibre), minerali (Ferro, Zinco, Potassio, Magnesio e vitamine del gruppo B);
- Ridurre gli zuccheri: evitare il consumo di bevande zuccherate e dolci industriali;
- Aumentare il consumo di frutta e verdura, principali fonti di vitamine e antiossidanti naturali che aiutano a proteggere le cellule del nostro corpo dal danno ossidativo.



