Tra mare e mistero: le onde interiori nel percorso narrativo di Raffaella Albino

Il titolo Onde evoca sia la natura che vibrazioni interiori: cosa rappresentano per te le onde nel tuo racconto?

Le onde simboleggiano l’inconscio, l’ignoto, il mezzo attraverso il quale i segreti emergono dai nostri fondali interiori e da ciò che ci circonda con forza primitiva. Un’onda è una sfida che può distruggerci, ma se affrontata ci trasforma nel profondo, per sempre.

Da dove nasce l’idea centrale del libro: l’esplorazione di un’isola misteriosa da parte di Ella, José, Mattia e della cagnetta Birba?

Nasce dall’inquietudine del cuore che spinge alla ricerca di mondi e significati. La volontà di mettersi in gioco, di non arrendersi anche quando tutto sembra perduto, di avere fiducia in sé e agire nonostante la paura, il potere dell’intuito: queste e altre tematiche costituiscono il punto di partenza che si apre a scenari più ampi. Raccontavo infatti questa storia alle mie nipoti quando eravamo in vacanza vicino Vieste e un isolotto al largo – raggiungibile con la bassa marea – divenne la nostra magnifica terra da esplorare.

Nella narrazione, l’isola rappresenta anche quella parte di noi – o dell’altro – più nascosta, spesso inaccessibile e che talvolta preferiamo ignorare; ma accogliere e trasformare ciò che di bello o inquietante scopriamo è una scelta consapevole che ci rende persone migliori.

Il mare e la natura sono protagonisti quasi quanto i personaggi. È un’intenzione consapevole quella di fare della natura un «personaggio» a sé?

Considero la natura una fonte inesauribile di bellezza, insegnamenti e ispirazione. “La Natura custodisce i tuoi passi”, scrivo nel mio libro Il cerchio; in essa risuonano le tracce del nostro passaggio, del nostro viaggio interiore.

Hai scelto di arricchire il testo con illustrazioni tue: quanto contribuisce l’immagine alla narrazione per te, rispetto alla sola parola?

Può essere un valido supporto. L’immagine sigilla ciò che la parola suggerisce. Da bambina disegnavo tanto, nel cuore portavo la musica, la scrittura e la pittura; quest’ultima ancora oggi è un hobby che mi aiuta a fermare l’attimo, come uno scatto fotografico.

In Onde ho scelto disegni dal tratto semplice, leggero, con linee staccate e ondulate; esse richiamano la mobilità dell’acqua e l’indefinito che sgorga da ogni storia, nei cui finali un dettaglio mette in discussione le certezze acquisite nell’intera narrazione.

Sarà poi il lettore a trarre le sue conclusioni.

Una delle domande centrali del libro è “realtà o illusione?”. Quanto ti interessa che il lettore porti con sé questo dubbio dopo aver chiuso il libro?

Domanda centrale anche nel precedente libro: non è solo un dubbio, ma un invito ad andare al cuore delle cose, ben al di là di un primo sguardo. Talvolta la realtà viaggia su confini sfumati e spesso le risposte che cerchiamo non sono quelle che appaiono per prime ai nostri occhi. In verità, le persone sensibili percepiscono elementi nascosti e apparentemente in contrasto col resto. La sfida potrebbe essere quella di credere che, in alcune situazioni, l’intuito può arrivare più lontano della razionalità.

L’introspezione psicologica dei personaggi è spesso al centro delle recensioni: come bilanci la narrazione esterna con quella interiore?

Sovrapponendole. I dialoghi interiori e le riflessioni dei vari personaggi si amalgamano con la narrazione degli eventi, come l’onda che diviene un tutt’uno con la sabbia.

Sono una persona che ascolta e pensa parecchio. Per me, nella scrittura come nella vita, non c’è pensiero senza azione, né azione senza pensiero.

Cosa ti proponeva di esplorare i confini tra il visibile e il non detto, tra leggenda e verità?

La gioia stessa di esplorare, il sentire l’esistenza di una linea trasparente che separa e nello stesso tempo unisce dimensioni diverse eppure complementari: una terra senza nome che apre possibilità inaspettate, nella quale le certezze si frantumano e la polvere si materializza. Come il silenzio che precede il suono è già esso stesso musica e le pause nello scorrere di una composizione possono contenere le vibrazioni interiori di ciò che è stato e di ciò che avverrà, allo stesso modo questo spazio è come il silenzio fra le note, la riva fra acqua e terra: un mondo di mezzo dove tutto può accadere.

  

Molti tuoi lettori hanno colto nel libro messaggi legati al rispetto della natura e degli animali. È un intento consapevole, e pensi che oggi romanzi come il tuo possano contribuire a sensibilizzare in tema ambientale?

L’intento è consapevole ed esplicito solo in parte: l’invito a non calpestare i delicati gigli di mare, la cagnetta Birba, piccola randagia, che si aggrega ai protagonisti e diventa la loro mascotte…

L’altra parte è più profonda: la natura – soprattutto il mare – è sempre presente con i suoi mille richiami. “Perché il mare custodisce nel suo grande cuore blu la parte migliore di noi”, scrivo in chiusura; esiste dunque un legame quasi filiale tra l’uomo e questo indomabile padre azzurro, tra l’uomo e la natura, che ci avvolge nel suo grembo materno; ma essa va ascoltata, rispettata. Abbiamo ricevuto in dono un paradiso prezioso, trattiamolo con amore!

Certo, mi auguro che tra le mie pagine i lettori, in particolare i giovani, possano cogliere spunti di riflessione su un argomento che in questi tempi difficili fa sentire forte la sua voce.

  

In un’epoca in cui la narrativa contemporanea affronta spesso temi sociali e identitari, dove collocheresti Onde rispetto a questo panorama?

Questo me lo diranno i lettori nel tempo. Mi avvicino al romanzo di formazione. Ciò che vorrei suscitare con la mia scrittura è l’attenzione e la capacità di “sentire” il reale e “l’invisibile agli occhi”. Anche quando scrivo musica, però, rispondo prima di tutto a una chiamata interiore che solo in parte si può veicolare.

 

Quanto il contesto culturale e sociale contemporaneo ha influenzato la scrittura di Onde? (anche se non è un romanzo “di attualità” nel senso più stretto).

Oggi si tende a dimenticare in fretta. Le storie e le leggende raccontate sono un patrimonio non solo delle singole persone ma di un popolo, di un’area geografica; e va tramandato. Com’era bello quando, nelle lunghe sere d’estate, nei paesi ci si riuniva all’interno dei cortili per chiacchierare, condividere, narrare storie inverosimili che ritardavano il sonno a notte fonda… Per me che sono cresciuta in un piccolo centro è dolce rivivere quei momenti. La scrittura di Onde ha di base proprio questo: la memoria. Una zia e due nipoti che passeggiano di sera in riva al mare costruiscono lo scrigno dei ricordi futuri; in una società dove tutto passa veloce, avere il proprio da custodire – legato a luoghi, tradizioni, culture – significa sentirsi parte della storia che scorre e valorizzare il nostro Sud Italia, ricco di posti incantevoli. Il personaggio di Amir, infatti, ci riporta al tema attualissimo dell’immigrazione clandestina, trasportandoci nella magica atmosfera di Paestum; allo stesso modo con Ella, Mattia e José ci immergiamo nelle acque del ventoso Gargano.    

Il tuo percorso come scrittrice è anche legato alla musica (sei anche pianista): come si intrecciano musica, scrittura e immagine nella tua creatività?

Sono soprattutto una musicista e come tale abituata a osservare le cose da molte angolazioni.

La triade “musica-scrittura-immagine” mi è stata sempre cara. Trovo stimolante che chi si accosta ai miei lavori si senta abbracciato da più parti. L’esempio maggiormente rappresentativo di questo mio modo di intendere l’arte è l’opera Il cerchio, che comprende un libro con 124 testi poetici edito da Robin Edizioni – con disegni originali -, un doppio disco omonimo di 20 mie composizioni pianistiche pubblicate da PVR Etichetta Discografica – ispirate ad altrettante poesie del libro – e infine il volume dei relativi spartiti, di prossima uscita.

Onde non è il tuo primo libro: puoi raccontarci come è cambiato il tuo approccio dalla prima opera (Il cerchio, raccolta poetica) a questo romanzo?

Dopo Il cerchio sono state pubblicate tre raccolte brevi di poesie: Parole su tela, in Quaderno di Poesie – Aprile 2023, L’attesa, in Quaderno di Poesie – Ottobre 2023, Immagini, in Quaderno di Poesie – Aprile 2024; si tratta di volumi condivisi con altri autori Robin Edizioni.

La poesia esige sintesi e chiarezza d’intenti; in essa ogni parola è scelta con estrema cura, come le note in una composizione musicale. Tuttavia, la narrativa si è rivelata la scelta più consona alla mia evoluzione artistica in questo momento. Sentivo forte il desiderio di “raccontare”. In più, Onde è dedicato alle mie nipoti Letizia e Antonella; è un libro nato dalle storie per loro inventate di sera passeggiando vicino al mare e, di conseguenza, ha un valore affettivo che supera ogni intento puramente letterario.

Quanto ti hanno influenzato altri autori o opere narrative (classiche o contemporanee) che affrontano temi simili di mare, natura o introspezione?

Fin da bambina mi piaceva moltissimo leggere e cimentarmi in testi impegnativi. Oggi spazio tra diversi generi e reputo la lettura un’attività fondamentale e irrinunciabile, in particolare per chi scrive. Ne consegue che di certo sono stata influenzata dall’imponente portata di messaggi, suggestioni e linguaggi che il mondo della letteratura porta con sé, perché non si può essere immuni alla bellezza. Eppure, fatta eccezione per Dostoevskij e la sua vena introspettiva, non è semplice individuare un autore specifico, poiché per caratteristiche diverse ognuno mi ha donato qualcosa che ho fatto mio, pur senza averne consapevolezza.

Essendo pianista, inoltre, sono enormemente ispirata dalla musica e seleziono sottofondi mirati per concentrarmi. Mi riferisco anche ai suoni della natura, del mare. Soprattutto a quelli. Lì si aprono porte meravigliose!

Qual è stato il momento più difficile o sorprendente durante la scrittura di Onde?

Nel 2022 ho subito un intervento che mi ha lasciata per mesi in uno stato emotivo di grande prostrazione. In quel periodo di forzato riposo e mancanza di serenità sono nate le pagine più divertenti e spensierate del libro. A volte la vita ci sorprende: quando pensiamo di non farcela ci ricorda di essere ancora grati!

Se potessi raccontare una scena alternativa che non è finita nel libro, quale sarebbe e perché l’hai scelta per non inserirla?

Ero tentata di scrivere un dialogo tra i ragazzi e la donna dell’isola, ma poi ho preferito puntare sul non detto, sugli accenni, sulla descrizione di emozioni, sensazioni e risposte non dichiarate che emergono dal tocco potente del mare, che con il suo fascino antico e sempre nuovo diventa il leitmotiv dell’intero libro.

Cosa speri di lasciare nel cuore dei tuoi lettori?

Curiosità verso ciò che ci circonda, invito ad ascoltare l’intuito, coraggio nell’accogliere le sfide, fiducia in se stessi, in chi ci vuole bene e in ciò che al momento non comprendiamo. Perché spesso l’incomprensibile è un ponte tra ciò che è noto e ciò che è velato, ma c’è.

“Forse siamo solo chiamati a guardare oltre, a credere che la realtà è sempre molto più di quello che appare ai nostri occhi”.

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Biografia

Raffaella Albino

Pianista e docente salernitana, ha ampliato le sue competenze ed esperienze musicali anche nel campo della composizione, del canto corale e della direzione di coro.

Nel 2021 ha inciso per l’etichetta discografica PVR la Bachianas Brasileiras No. 4 di Heitor Villa-Lobos.

Fin da giovanissima di indole versatile, ha spaziato con successo tra i vari campi del sapere, profondamente convinta del legame indissolubile fra le arti.

Nel 2022 ha pubblicato per Robin Edizioni la sua prima silloge, Il cerchio, della quale, come nel presente volume, ha curato anche le illustrazioni. A questo originale lavoro, unito al suo interno da un filo narrativo conduttore, sono ispirati tutti i 20 brani pianistici da lei composti ed eseguiti nel doppio disco Il Cerchio, pubblicato nel 2023 dalla PVR (link per l’ascolto: https://raffaellaalbino.fanlink.tv/ilcerchio).

Nello stesso anno, sempre per Robin Edizioni, sono uscite le raccolte poetiche Parole su tela, inclusa in Quaderno di Poesie – Aprile 2023, e L’attesa, in Quaderno di Poesie – Ottobre 2023. Successivamente è stata pubblicata Immagini, in Quaderno di Poesie – Aprile 2024.

Nel 2024 il debutto in narrativa con Onde.

Ama definirsi “una persona in viaggio”, in perenne cammino dentro e fuori di sé.

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