Restanza e ritornanza, a Eboli il confronto sul futuro sostenibile tra tecnologia e territorio

Il prossimo 19 maggio 2026, Eboli tornerà al centro di un dibattito che intreccia sviluppo locale, innovazione e sostenibilità. Nella città in provincia di Salerno, a partire dalle 19, lo spazio eventi Klinè ospiterà l’incontro intitolato “Restanza e ritornanza: best practices e governance nei progetti di sviluppo sostenibile”, appuntamento inserito nel cartellone del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 promosso da ASviS.

Il tema scelto parte da due parole che negli ultimi anni sono entrate con sempre maggiore frequenza nel lessico del dibattito pubblico: “restanza” e “ritornanza”. La prima richiama la scelta consapevole di restare nei luoghi d’origine, la seconda il ritorno di chi, dopo esperienze fuori dal territorio, decide di rientrare. Due dinamiche che, nel contesto delle aree interne e del Mezzogiorno, vengono osservate non solo come fenomeni sociali, ma come possibili leve di rigenerazione economica e culturale.

L’incontro di Eboli proverà a leggere queste traiettorie alla luce delle trasformazioni in corso, mettendo al centro il ruolo della governance e delle tecnologie. L’idea è quella di capire come le innovazioni legate ai modelli 4.0 e 5.0 possano contribuire a rendere i territori più attrattivi e competitivi, senza svuotarli di risorse umane e competenze.

Il confronto si articolerà attorno a quattro assi tematici che attraversano alcune delle questioni più rilevanti per lo sviluppo locale. Si parlerà di economia e Zone Economiche Speciali, con un focus sugli strumenti di crescita territoriale, sul partenariato pubblico-privato e sulle dinamiche di finanziamento, a partire anche dalle riflessioni contenute nel Rapporto sull’Economia Circolare 2025 curato da Giovanni Moccia.

Un secondo segmento sarà dedicato alla governance e alla tecnologia, con l’obiettivo di approfondire come gli strumenti digitali possano diventare infrastrutture decisionali e operative per la gestione dei territori. Il tema sarà affrontato da Peppe Sorrentino, con particolare attenzione all’impatto delle tecnologie emergenti sui processi amministrativi e produttivi.

Il terzo asse riguarderà il patrimonio immobiliare, con un’analisi sulla riqualificazione e sulla gestione sostenibile degli edifici. In un contesto segnato dal consumo di suolo e dalla necessità di recupero dell’esistente, il tema viene letto come parte integrante delle politiche di rigenerazione urbana. L’approfondimento sarà affidato ad Angelo Rizzo.

Infine, spazio al lavoro agile come strumento per contrastare lo spopolamento delle aree interne. Lo smart working viene presentato non solo come modalità organizzativa, ma come possibile fattore di riequilibrio territoriale, capace di ridurre la distanza tra opportunità professionali e luoghi di residenza. L’intervento sarà curato da Gian Paolo Calzolaro.

Il quadro che emerge è quello di una transizione che non riguarda soltanto l’energia o il digitale, ma anche la tenuta sociale ed economica dei territori. Nel dibattito trovano spazio, in modo esplicito, i riferimenti alla coesistenza tra infrastrutture tecnologiche e ambiente, tra reti digitali e fonti rinnovabili, come elementi complementari di uno stesso modello di sviluppo.

L’iniziativa è promossa dal Centro Studi di Ricerche Economiche e Sociali Mondi Sostenibili, in collaborazione con realtà associative e imprenditoriali come A2C, Prosumer Aps-Rete di Consumatori Indipendenti, Moccia Consulenze, Infologis, Exit Strategy e Naturalmente Tipico.

Per Eboli, città che rientra nel territorio della Salerno, l’appuntamento rappresenta un momento di confronto che si inserisce in un dibattito più ampio sulle aree interne e sulle strategie per evitare lo spopolamento. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la sostenibilità da concetto programmatico a pratica concreta, capace di incidere sulle scelte amministrative, imprenditoriali e sociali.

In questa prospettiva, la “restanza” e la “ritornanza” non vengono presentate come slogan, ma come chiavi di lettura di un cambiamento che riguarda la possibilità stessa di immaginare un futuro nei territori di origine, senza rinunciare a innovazione e connessioni globali.

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