È stata presentata venerdì scorso, al Planetario di Città della Scienza, la 40ª edizione di Futuro Remoto, la manifestazione che da quarant’anni promuove il dialogo tra scienza e cittadini, avvicinando il pubblico al mondo della ricerca e stimolando la curiosità verso le nuove conoscenze.
Per celebrare questo importante anniversario, dal 10 al 15 novembre l’ingresso a Città della Scienza e la partecipazione a tutte le attività saranno completamente gratuiti. Una scelta che punta a favorire la più ampia partecipazione del pubblico e a rendere la divulgazione scientifica accessibile a tutti.
Il titolo scelto per la nuova edizione è “L’immaginazione di futuri”, un tema che accompagnerà gli appuntamenti in programma e le occasioni di confronto sui possibili scenari della scienza e dell’innovazione. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Campania, insieme ai sette atenei del territorio e ai principali enti di ricerca nazionali.
Il calendario prevede incontri con protagonisti della comunità scientifica, tra cui il Premio Nobel per la Medicina 2026 Georg Nagel, oltre a mostre interattive, spettacoli al Planetario e laboratori rivolti ai più giovani. Un programma che conferma l’attenzione della manifestazione verso la divulgazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha richiamato il legame tra ricerca, formazione e sviluppo del territorio.
«Celebrando quarant’anni di storia e di futuro, investiamo sulla formazione dei giovani e sul valore della ricerca. Ringrazio il Presidente di Città della Scienza Giovanni Covone e la vicepresidente Antigone Marino per il lavoro che stanno portando avanti. Mettere al centro scienza e innovazione significa creare opportunità concrete di crescita per tutta la comunità», ha dichiarato Fico.
Con la quarantesima edizione, Futuro Remoto rinnova così il proprio impegno nella diffusione della cultura scientifica, puntando sul coinvolgimento dei cittadini e sulla possibilità di avvicinare soprattutto i giovani ai temi della ricerca e dell’innovazione.



