Portare studenti da tutta Italia e dall’Europa alla scoperta delle aree interne della Campania significa valorizzare territori meno conosciuti e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità per le economie locali. È questa la direzione della misura regionale dedicata al turismo scolastico per l’anno 2026/2027, illustrata dall’assessore regionale al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione digitale Enzo Maraio.
L’iniziativa mira a incentivare i viaggi d’istruzione nei borghi e nelle aree interne campane, proponendo un’esperienza che affianchi alla conoscenza del patrimonio storico, culturale e naturalistico il contatto con le realtà produttive locali. Nei programmi dei soggiorni potranno rientrare, infatti, visite ad aziende enogastronomiche e alle attività legate alle tradizioni agroalimentari e artigianali dei territori.
Il provvedimento è rivolto alle istituzioni scolastiche secondarie di primo e secondo grado, o equipollenti, attive nei Paesi dell’Unione Europea. L’obiettivo è ampliare la provenienza degli studenti che scelgono la Campania per i propri viaggi d’istruzione, andando oltre i flussi regionali e intercettando scuole del resto d’Italia e dell’Europa.
Una particolare attenzione sarà riservata agli istituti che prevedono almeno due pernottamenti nelle strutture ricettive delle aree interne e che inseriscono nel programma visite a borghi, siti culturali, ambientali e naturalistici, oppure ad aziende rappresentative delle tradizioni eno-agroalimentari e artigianali locali.
I territori coinvolti sono l’Alta Irpinia, il Cilento Interno, il Tammaro-Titerno, il Vallo di Diano, l’Alto Matese, il Sele-Tanagro-Alburni e il Fortore. La misura prevede inoltre una premialità per gli istituti in grado di garantire pari opportunità di partecipazione agli alunni con disabilità.
«Vogliamo allargare la geografia del turismo campano», sottolinea Maraio, spiegando che la strategia regionale punta ad affiancare alla capacità attrattiva delle destinazioni più note una politica in grado di generare nuovi flussi verso le aree meno frequentate. Borghi, paesaggi, cultura, produzioni tipiche e tradizioni rappresentano, secondo l’assessore, un patrimonio sul quale costruire un’offerta turistica sempre più articolata.
Per l’attuazione della misura sono stati stanziati 600mila euro. A queste risorse potranno aggiungersi le economie residue delle precedenti annualità, con la possibilità di ampliare il numero degli istituti beneficiari. Il soggetto attuatore sarà l’Agenzia regionale Campania Turismo.
Il turismo scolastico viene considerato anche uno strumento per affrontare uno dei nodi più rilevanti del settore: la concentrazione delle presenze nei periodi di maggiore affluenza. I viaggi d’istruzione si svolgono infatti prevalentemente nei mesi di minore pressione turistica e possono contribuire a distribuire le presenze durante l’anno, sostenendo strutture ricettive, ristorazione, imprese, produttori e artigiani anche nei periodi di bassa stagione.
«I viaggi d’istruzione si concentrano prevalentemente nei periodi di minore affluenza turistica», osserva Maraio. Per la Regione, questo aspetto rende il turismo scolastico parte di una strategia più ampia di destagionalizzazione e di costruzione di un’offerta alternativa rispetto ai circuiti turistici tradizionali.
La prospettiva, però, va oltre l’impatto immediato sulle presenze. L’idea è utilizzare l’esperienza scolastica come primo contatto tra i giovani e territori che spesso rimangono fuori dagli itinerari più conosciuti. «Portare oggi migliaia di giovani nelle aree interne significa investire anche sul turismo di domani», conclude Maraio, indicando nella conoscenza diretta dei luoghi un possibile punto di partenza per future visite con le famiglie e per la costruzione, nel tempo, di un legame più stabile con la Campania.



