Un coordinamento operativo tra istituzioni, strutture sanitarie ed enti scientifici per affrontare le criticità rilevate nelle acque sotterranee di alcune aree della Campania. È questo il tema al centro del tavolo tecnico-istituzionale che si è svolto nella sede della Giunta regionale di Santa Lucia, convocato nell’ambito del programma previsto dalla DGR n. 180 del 2019, che disciplina il protocollo integrato per la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e delle filiere produttive.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti della Regione Campania, delle Aziende sanitarie locali, dell’ARPAC, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dell’Istituto Pascale. I lavori sono stati presieduti dall’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro insieme al capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale.
L’incontro è stato convocato dopo le anomalie emerse in alcuni pozzi situati nelle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno. L’obiettivo condiviso dai partecipanti è quello di accelerare le attività di controllo e monitoraggio, mettendo in rete dati e competenze per garantire tempestività negli interventi e massima trasparenza nei confronti dei cittadini.
Nel corso del tavolo è stato definito un cronoprogramma basato su tre linee di azione. La prima riguarda la creazione di una piattaforma digitale unica nella quale confluiranno i dati raccolti negli anni attraverso le attività di monitoraggio ambientale e sanitario. Lo scopo è rendere le informazioni facilmente consultabili e accessibili.
La seconda direttrice riguarda i siti considerati più sensibili. Per i pozzi interessati dalle criticità sono già state avviate le procedure di messa in sicurezza e bonifica, mentre proseguono gli accertamenti sulle possibili cause dell’inquinamento. Tra le ipotesi prese in esame vi sono anche gli sversamenti illegali, motivo per cui è stato disposto un rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali.
Sul fronte sanitario, invece, le ASL lavoreranno al potenziamento degli screening già attivi. Tra le misure allo studio figurano l’ampliamento delle patologie sottoposte a controllo e l’eventuale estensione dei programmi di prevenzione a fasce d’età più basse, compatibilmente con le indicazioni scientifiche disponibili.
Durante il confronto è stato inoltre ribadito che l’acqua distribuita attraverso il servizio idrico integrato non presenta criticità ed è conforme ai parametri previsti dalla normativa vigente per il consumo umano. Le problematiche individuate riguardano infatti le falde sotterranee e i siti contaminati, senza interferenze con la rete idrica destinata alla popolazione.
Resta però alta l’attenzione sull’utilizzo dei pozzi per l’irrigazione agricola e la zootecnia. Per questo la Regione Campania ha annunciato un ulteriore rafforzamento dei controlli sulle filiere produttive, con l’obiettivo di escludere eventuali rischi indiretti di contaminazione.
“La protezione dell’ambiente e la sicurezza delle produzioni agroalimentari restano al centro dell’agenda istituzionale”, ha dichiarato l’assessora Claudia Pecoraro, sottolineando la necessità di affrontare le criticità con un approccio integrato tra competenze sanitarie, ambientali e veterinarie e assicurando “rigore scientifico e trasparenza nella diffusione dei dati”.



