La Regione Campania nega l’autorizzazione alle Fonderie Pisano

La Regione Campania ha ufficialmente notificato il decreto di rigetto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nei confronti delle Fonderie Pisano, segnando un momento di svolta per il territorio salernitano. La decisione giunge al termine di un’istruttoria tecnica e giuridica definita rigorosa dagli uffici regionali, che hanno evidenziato come l’impianto non fosse in grado di garantire il rispetto delle migliori tecniche disponibili, le cosiddette BAT, né dei limiti emissivi imposti dalle normative europee. Questo atto rappresenta un cambio di rotta significativo, coerente con l’indirizzo della presidenza Fico che pone la protezione della salute pubblica e dell’ecosistema come priorità dell’azione di governo.

Il provvedimento non risponde soltanto a criteri tecnici, ma si inserisce in un quadro di diritto internazionale già delineato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. I giudici di Strasburgo avevano infatti precedentemente riconosciuto l’esistenza di un danno alla vita privata e familiare per i residenti delle aree limitrofe, richiamando esplicitamente le istituzioni italiane alla necessità di intervenire per sanare una criticità che si protraeva da anni. Agendo in questa direzione, l’amministrazione regionale ha inteso rispondere a un dovere di lealtà istituzionale e responsabilità verso i cittadini, seguendo un principio di diritto considerato ormai imprescindibile.

Il lavoro condotto dall’Assessorato all’Ambiente, sotto la guida di Claudia Pecoraro, è stato determinante nel far emergere le incompatibilità ambientali del sito industriale attraverso approfondimenti mirati. L’assessora ha sottolineato come il rigetto dell’autorizzazione rappresenti un passo fondamentale per tradurre in realtà un obbligo che è al contempo morale e giuridico, sottolineando come, dopo anni di tentativi infruttuosi nel trovare soluzioni sostenibili, l’intervento regionale sia diventato atto dovuto.

Oltre ai profili ambientali, la Regione ha rivolto la propria attenzione anche alle conseguenze sociali del provvedimento. Pur fermi sulla necessità di tutelare il diritto alla salute, i vertici dell’assessorato hanno espresso piena consapevolezza per le ricadute occupazionali che interesseranno i lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento. L’impegno dichiarato è ora quello di accompagnare questa fase con percorsi di tutela che garantiscano un futuro dignitoso alla forza lavoro, con l’obiettivo finale di restituire qualità della vita ai territori e costruire un modello di sviluppo finalmente compatibile con il benessere della comunità.

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